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Noleggio a lungo termine N1

Noleggio a lungo termine N1, parliamone

Noleggio a lungo termine N1: ovvero quando le autovetture vengono immatricolate come autocarri.

Spesso i possessori di partita IVA ci richiedono la fornitura di autovetture immatricolate come autocarri, in linguaggio tecnico definite N1. Questo accade essenzialmente e semplicemente per un motivo ovvero la possibilità di sfruttare appieno il vantaggio fiscale derivante dall’uso di un autocarro: 100% di detraibilità dell’IVA e 100% di deducibilità dei costi.

Cosa sono gli N1

Intatto va premesso che solo pochissime autovetture possono essere immatricolate N1 e quindi diventare autocarri. Questo perché, diversamente dal passato, la trasformazione deve essere operata dal produttore stesso e richiede l’adozione di una serie di specifiche tecniche approvate dagli Enti di controllo. Infatti nel corso del 2019 è entrata in vigore una nuova normativa di omologazione europea chiamata WLTP (Worlwide Harmonized Light Vehicles Test Procedure) che ha obbligato i produttori ad omologare nuovamente le proprie vetture ed aggiornare le motorizzazioni a Euro 6.2

Per questo motivo l’offerta di N1 si è nel tempo progressivamente ridotta ad una trentina di modelli.

Gli N1 sono quindi delle autovetture immatricolate come autocarri che rispettano le caratteristiche tecniche che indichiamo di seguito.

Quali sono gli N1

Altra questione, spesso sconosciuta ai più, è che non basta disporre di un veicolo immatricolato N1 per poter ottenere il massimo vantaggio fiscale ma lo stesso deve rispettare alcuni requisiti tecnici. Il Decreto Legge 223 del 2006 considera autocarri i veicoli che soddisfano i seguenti requisiti riscontrabili sulla Carta di Circolazione (conosciuta come Libretto di Circolazione):

  • Massa complessiva MC non superiore a 3,5 tonnellate (campo F2)
  • Codice carrozzeria F0 (campo J2)
  • Numero di posti pari o superiore a 4 (campo S1)
  • Rapporto potenza e portata pari o inferiore a 180

La formula, consiste in P/(Mc-T): P sta per potenza (espressa in Kw), Mc significa peso complessivo, mentre T è la tara (espressa in tonnelate). Il risultato di questo rapporto deve essere inferiore o uguale a 180

Il noleggiatore ha già una lista (aggiornata costantemente) dei veicoli immatricolabili N1 e che soddisfano i suddetti requisiti quindi se sei interessato CONTATTACI QUI

Da cosa si riconoscono gli N1

Esternamente non sono riconoscibili anche perché ormai quasi tutti gli N1 non hanno più l’obbligo di frapporre una griglia di protezione metallica inamovibile. L’unico modo per distinguerli è quindi quello di verificare la Carta di Circolazione. Attenzione a non confondere gli N1 con i Van che invece sono tutt’altra cosa.

Noleggio a lungo termine N1, è possibile?

Certamente. Anche con la formula del noleggio a lungo termine è possibile avere veicoli immatricolati N1 e godere di tutti i vantaggi fiscali, economici e operativi prendendo il meglio delle 2 formule.

Chi può usare un N1

Chiunque sia possessore di una partita IVA, o suoi dipendenti/collaboratori, e faccia uso esclusivamente strumentale del veicolo. Quindi non è possibile utilizzarlo per scopi personali pena sanzioni, anche gravi. A questo proposito, ovvero in caso di uso non esclusivamente strumentale, occorre precisare che, sebbene il veicolo sia sempre coperto dalle garanzie assicurative perché comunque utilizzato non in violazione del Codice della Strada, potrebbe essere messo in discussione, dal punto di vista squisitamente fiscale, il principio dell’inerenza ovvero il concetto alla base del quale si stabilisce se la normativa e stata correttamente applicata. In questi casi si attiverebbe uno sgradevole contenzioso con il fisco con le ripercussioni facilmente immaginabili. Il nostro suggerimento è pertanto di non utilizzare un N1 per scopi diversi da quelli oggetto dell’Impresa.

Noleggio a lungo termine N1, le nostre migliori offerte

Se sei interessato a saperne di più CONTATTACI oppure dai una occhiata alle migliori offerte di veicoli N1 che ti permettono di ottenere il massimo vantaggio fiscale: 100% detraibilità dell’IVA e 100% di deducibilità dei costi. I consulenti Italnoleggio sapranno guidarti nella individuazione e scelta delle migliori opportunità, sempre nel rispetto della normativa fiscale vigente.

Tra le nostre migliori proposte per auto N1 ti segnaliamo la Renault Clio N1 in assoluto la citycar più economica immatricolabile N1, la Fiat 500X N1 se cerchi una vettura più spaziosa ma comunque immatricolabile N1, passiamo poi alla Peugeot 3008 N1 vera novità del panorama degli autocarri, la sempreverde Nissan Qashqai N1, la grande Peugeot 5008 N1 per chi ha bisogno di tanto spazio e forse la vettura più peculiare tra tutte, la Renault ZOE N1 Elettrica unica vettura a coniugare il risparmio dei veicoli elettrici e l’immatricolazione N1

 

A questo link maggiori informazioni sulla normativa N1

il successo delle auto ibride

Il successo delle vetture ibride

0Il successo della auto ibride, in otto anni consegne passate da zero-virgola al 4.5% del totale nazionale.

Alzi la mano chi non ha pensato, almeno una volta, che l’ibrida più venduta in Italia fosse la Toyota Prius?E, invece, la madre di tutti i modelli a doppia alimentazione, per quanto cospicua nelle città grazie alla livrea da taxi, non è mai riuscita a superare le 500 consegne al trimestre. Anzi, l’affollarsi del mercato ibrido dal 2016 l’ha addirittura spinta fuori anche da questa soglia di 500 consegne trimestrali.

La classifica

Nella classifica delle auto ibride più vendute, seguendo il criterio che abbiamo spiegato poco sopra, non sono presenti la Ford Mondeo e la Hyundai Ioniq. Entrambe infatti hanno chiuso l’anno sotto quota 2.000 (giusto per avere un termine di paragone, al decimo posto delle auto più vendute in Italia troviamo la Ford Fiesta con 40 mila consegne). A dominare la classifica delle auto ibride più vendute, dominio che dura dal 2013, troviamo la Toyota Yaris. Al secondo posto troviamo sempre della casa giapponese la Toyota C-HR. Al terzo posto invece, ma con un grosso distacco in termini numerici, troviamo la Toyota RAV4 che va a completare il podio interamente dominato dalla casa della Prefettura di Aichi. Scorrendo la classifica verso il basso troviamo la Toyota Auris, la KIA Niro, Suzuki Ignis, Suzuki Swift e Lexus NX.

Possiamo quindi sostenere che fra le poche certezze del mercato dell’auto Italiano, che dopo un anno altalenante nei primi mesi del 2019 segna una netta flessione, troviamo il comparto delle ibride. I numeri parlano chiaro: dopo l’exploit del 2017, che aveva visto quasi raddoppiare le immatricolazioni (dalle 39 mila unica del 2016 si era passato a poco meno di 70 mila), nemmeno nel 2018 la crescita si è fermata. Con un aumento del 24% si sono infatti superate le 87 mila consegne.

I numeri del successo delle auto ibride

Due sono le principali ragioni di questo successo che pare non conoscere crisi: da un lato il drastico calo del diesel, dovuto alle norme sempre più severe adottate dalle amministrazioni comuali, dall’altro il moltiplicarsi dei modelli mild, full hybrid e plug-in, con sempre più Case propense a elettrificare la propria gamma. La riprova di questa tendenza è evidentemente anche nella top ten del 2018 monopolizzata come abbiamo visto da Toyota (con ben quattro modelli nei primi quattro posti), come del resto è tradizione ma che spazia fra tre diversi segmenti. Tra le piccole, dietro alla Yaris bestseller incontrastata con 28 mila immatricolazioni, al sesto e settimo posto si sono piazzate le Suzuki Swift e Suziki Ignis, due mild Hybrid a 12 V, rispettivamente a quota 3.323 e 3.291 unità. Non mancano, ovviamente, le sport utility, he ormai hanno raggiunto il 40% del mercato. Sul podio infatti troviamo altre 2 Toyota, la Toyota C-HR con 18.345 unità e la Toyota RAV4 con 7.391 unità immatricolate, al quinto posto invece troviamo la KIA Niro, con numeri quasi raddoppiati rispetto al 2017 raggiungendo le 4.030 unità immatricolate. Troviamo poi in ottava posizione, la Lexus NX con un numero di vetture immatricolate che ha raggiunto le 2.756 unità nel corso del 2018. Completano il quadro tre berline: due compatte e un’ammiraglia. Si parte con la Toyota Auris che con 6.986 unità immatricolate chiude la pattuglia di quattro auto del gruppo Toyota nei primi quattro posti. La cinque porte giapponese termina così la propria onorevole carriera lasciando il posto alla nuova Toyota Corolla. Anche per la Hyundai Ioniq, che troviamo in decima posizione, i numeri parlano di 1.012 vettura immatricolate nel corso del 2018. Fuori dalla classifica ma in netta crescita troviamo la Ford Mondeo, a dispetto di un 2017 alquanto negativo con sole 48 auto immatricolate nel 2018 ha fatto segnare una performance da 1.742 unità.

Insomma, il mercato della auto ibride è in costante crescita e anche il noleggio a lungo termine auto ibride sta conoscendo una sempre maggior diffusione grazie ai canone sempre più vantaggiosi e competitivi.

A questo link invece puoi trovare maggiori info sull’ibrido Toyota

Tratto da Quattroruote speciale Ibride

Giro di vite per le auto con targa estera

Il nuovo decreto sicurezza impedisce a chi risiede in Italia di guidare un’auto immatricolata all’estero

Il numero esatto non si sa, i sistemi informatici del ministero dei Trasporti, infatti, non può disntinguere le “normali” normalizzazione, per esempio di auto acquistate all’estero da commercianti italiani, da quelle provocate dal cosiddetto decreto sicurezza, il provvedimento che dal 4 dicembre 2018 vieta a persone residenti nel nostro paese da più di 60 giorni la guida di vetture con targa estera. In totale le auto nazionalizzate tra il 4 dicembre e il 31 gennaio sono state quasi 28 mila, il 20% in più rispetto a un anno prima. Ma, come dicevamo, è impossibile verificare quanto abbiano inciso le richieste di sanatoria. E, in ogni caso, questo numero non può descrivere completamente il fenomeno. Un contro, infatti, sono le nazionalizzazioni, atra cosa sono le domande presentate. Giù, perchè, con l’entrata in vigore del decreto sicurezza, queste ultime sono letteralmente esplose, mandando in crisi molti uffici provinciali della motorizzazione civile. In quelli più grandi, Roma e Milano, l’arretrato seppur in calo è ancora di 30 giorni. Questo vuol dire che moltissime pratiche sono ancora in sospeso (così chi ha consegnato targhe e carta di circolazione originali gira, al momento, con documenti provvisori).

712 € SANZIONE per chi risiede in Italia da più di 60 giorni e guida una macchina con targa estera. Chi paga entro 5 giorni ha la possibilità di limitare l’esborso a 498,40 euro

Duemila a Roma e Milano

Ovviamente dagli uffici provinciali della Motorizzazione non trapela nulla. Risulta però che a Roma siano state presentate fino all’11 febbraio “alcune migliaia di domande”. A Milano sarebbero più di mille e altrettante sono sparse tra Emilia Romagna e Veneto. Una valanga di richeiste che in alcuni casi ha costretto i responsaibli degli uffici ad aprire sportelli ad hoc e a dirottare personale che normalmente si occupa di altre funzioni a gestire le richieste. Nonostante ciò, le code, durante le ore di apertura degli sportelli, sono diminuite rispetto ai picchi registrati a dicembre e gennaio ma non sono sparite. Anche perchè chi è stato sanzionato per “guida di veicolo estero da parte di residente in Italia” ha comunque 180gg di tempo per immatricolarlo nel nostro paese oppure per convurlo in quello di origine con foglio di via, rilasciato anchesso dalla Motorizzazione.

+20% INCREMENTO medio delle nazionalizzazioni di auto targate all’estero tra il 4 dicembre 2018, entrata in vigore della legge, e il 31 gennaio 2019

I numeri reali

A proposito dei fogli di via: per il momento sono veramente pochi. A livello nazionale il dato non è ancora disponibile, mentre tra Roma e Milano si tratta complessivamente di poche decine di casi. Insomma, quasi tutte le macchine estere che fino a poco tempo fa circolavano stabilmente in Italnia, spesso con il solo scopo di eludere tasse e multe, restano dentro i confini. Ma con targa italiana. Vuol dire che i rispettivi proprietari pagheranno, finalmente, la tassa automobilistica e quella sull’Rc, rispetivamente alla Regione e alla Provincia di residenza. Per i comandi di Polizia, inoltre sarà semplice risalire al proprietario tramite i registri nazionali (cosa decisamente più complicata per vetture con targa estera) ed eventualmente, in caso di mancato pagmaento, aggredire beni mobili e immobili di proprietà del trasgressore. Per quanto riguarda le multe, infine, si sa che i Carabinieri nel solo mese di dicembre ne hanno elevate 452 (il dato di gennaio non è ancora disponibile). La Polizia stradale, invece, non è stata in grado di fornire alcun dato. A livello locare, tra il 4 dicembre e il 31 gennaio, la Municipale di Roma ha sanzionato 79 persone, a Firenze i verbali sono stati 32, a Bologna 14, a Napoli 8, a Bari 4 mentre nessun verbale è stato elevato a Palermo. A Milano il nucleo radiomobile ne ha compilati 9 mentre sono ancora ignoti i nmeri dei comandi di zona.

Pacchia finita

Pare proprio di si. Seppur con un numero ancora risibile di controlli, e di contravvenzioni, questa nuova legge dovrebbe mettere un freno a quella pratica, molto in uso, con cui cittadini residenti in Italia circolavano con auto con targa straniera, non fanno eccezione le vetture di noleggiatori stranieri, consentendo non solo un maggior controllo su chi e cosa circola nel nostro paese ma soprattutto un maggior gettito fiscale e un abbattimento dell’elusione delle imposte.

 

Maggiori dettagli a questo link

Tratto da Quattroruote numero 763

Vetture ibride e Vetture elettriche, parliamone

Conosciamo meglio le vetture ibride e le vetture elettriche, vero fenomeno di tendenza del mercato auto

Parlare di vetture ibride o di vetture elettriche al giorno d’oggi non fa più effetto, tutti ne parlano, tutti stanno pensando di noleggiarla (o acquistalra per i più coraggiosi) tutti si dicono pronti al grande passo. Parlare e possedere una vettura ibrida o una vettura elettrica è visto come un segno di modernità, è visto come uno status simbol per persone sempre al passo coi tempi e proiettate verso un futuro moderno, tecnologico e amico dell’ambiente. Elon Musk e la sua Tesla sono stati i veri apripista della rivoluzione del Full Electric, un vero fenomeno mediatico, modaiolo, di stile. Tesla è sulla bocca di tutti, Tesla ha una vettura che sta viaggiando nello spazio, vettura lanciata nel 2018 più per scopi pubblicitari che scientifici, che ha poche settimane fa superato i confini del sistema solare e si sta inoltrando nello spazio profondo. Tutto questo tam tam, questo martellamento, ha un solo scopo e cioè promuovere Tesla, e di conseguenza le auto elettriche in generale, al grande pubblico e superare quella naturale diffidenza verso questa nuova forma di mobilità. Col senno di poi possiamo dire che lo scoglio è stato superato e la diffidenza vinta quindi missione compiuta per Starman (il guidatore della Tesla lanciata nello spazio). Ma se qualcuno vi dicesse che è nata prima l’auto elettrica di quella a combustione ci credereste? Fareste bene a farlo.

E’ nata prima l’auto eletrica di quella a combustione

Proprio così, nel 1832 abbiamo un primo abbozzo di auto/carrozza elettrica, perfezionata poi da un professore Belga nel 1835 che l’ha resa una vera e propria auto anche se molto ante litteram potremmo dire. Parliamo ovviamente di vetture in produzione limitata, pochi esemplari al massimo, per l’avvento sul mercato di massa della auto elettriche dobbiamo attende il 1899. Come termine di paragone possiamo dire che il primo motore endotermico per auto fu sviluppato nel 1886 da Karl Benz, si quel Benz, quindi non è sbagliato dire che naque prima l’auto elettrica di quelle a combustione nonostante si sia portati a pensare l’esatto contrario. Interessante notare poi come nei primi anni di convivenza tra auto elettriche e auto con motore endotermico le prime continuavano a infrangere record su record mentre le seconde arrancavano anche solo per raggiungere prestazione di grand lunga inferiori alle controparti elettriche.

E per quanto riguarda le auto ibride?

Per quanto riguarda invece le auto ibride dobbiamo aspettare qualche decennio in più rispetto alle auto elettriche e più precisamente il 1899. Ideata, sviluppata e prodotta da Porsche, si quel Porsche, la Hybrid Lohner-Porsche Mixte è il primo esempio di auto con motore elettrico collegato alle ruote e motore endotermico a bordo che aveva il solo e unico scopo di ricaricare le batterie che permettevano alle ruote di girare e di conseguenza di muovere la vettura.

Una “falsa” rivoluzione tecnologica

Possiamo quindi tranquillamente affermare che quella che sembra una vera e propria rivoluzione tecnologica, un gigantesco passo avanti per l’umanità eccetera affonda le proprie radici o molto prima dei motori endotermici, come per le vetture elettriche, o pochissimi anni dopo, come per le vetture ibride. A cosa dobbiamo quindi questa rinnovata popolarità per queste auto? Principalmente a 2 fattori e cioè alla maggior coscienza ambientale sviluppata negli ultimi anni e al risparmio che, a volte, si può ottenere con questa tipologia di auto.

Ma come funziona una vettura elettrica?

L’auto elettrica è costituita fondamentalmente da 3 elementi, la batteria, il motore (2 in alcuni casi come la Tesla Model X che garantisce con 2 motori la trazione integrale) e l’inverter. Se volessimo paragonare una vettura classica ad una elettrica potremmo dire che la batteria è il serbatoio, l’inverter (unità di gestione della potenza per essere precisi) la pompa del carburante e il motore bhè è il motore, questo paragone però non sarebbe del tutto esatto. Le vetture elettriche infatti non sono dotate di trasmissione e di cambio, per innestare la retromarcia ad esempio basta invertire la polarità della batteria, si potrebbe anche dire che la batteria è il motore stesso della vettura in quanto si occupa di fornire sempre il massimo della coppia disponibile (infatti installando una batteria di maggior potenza si aumentano anche le prestazioni) coppia che viene dosata e redistribuita con dei riduttori a ingranaggi dal rapporto fisso. Sparisce quindi anche la frizione e non esiste l’indicatore del serbatoio sostituito da un voltometro che indica la percentuale di carica della batteria. Al posto del serbatoio troviamo, come detto prima, la batteria che viene ricaricata tramite l’apposito cavo e il collegamento alla rete elettrica. Si potrà collegare sia alla classica presa di casa con tempi di ricarica più lunghi, o alle colonnine che stanno comparendo in sempre più città con tempi di ricarica più veloci ma anche dei costi da sostenere che variano da fornitore a fornitore.

E come funziona invece una vettura ibrida?

Qui il discorso si fa un pò più complesso e articolato in quanto esistono vari tipi e livelli di vettura ibrida, andremo quindi in primis ad analizzare le varie tipologie di vetture ibride e in secundis i loro componenti.

Ibride leggere o Mild Hybrid

  • In queste vetture il motore elettrico ha una potenza, così come per le batterie, ridotta (dal 2-15% rispetto a quella del motore a combustione interna). Il motore elettrico de facto serve solamente a sgravare di poco il lavoro del motore a combustione interna senza mai sostituirlo. Il vantaggio di questo motore è il suo costo contenuto, il risparmio ancorchè risibile sui consumi e il fatto che le amministrazioni comunali le considerano a tuti gli effetti vetture ibride, possono quindi beneficiare dei vantaggi garantite a queste ultime.

Full Hybrid o Ibride pesanti

  • Per essere considerata full hybrid la vettura deve essere in grado di percorrere almeno 1 km senza interventi del motore a combustione interna. Per questo motivo batterie e motore stesso hanno una potenza considerevole, l’aumento della potenza garantisce da un lato maggior risparmio sui consumi di carburante ma porta anche con se un costo superiore che si riflette sul prezzo finale della vettura. A differenza delle mild hybrid le full hybrid garantiscono un risparmio di carburante che può arrivare al 30% in città e l’accesso alle ZTL dei centri storici.

Plug-in Hybrid

  • Sono vetture full hybrid con l’aggiunta di una presa di corrente per la ricarica delle batterie, che hanno una capacità nettamente superiore. Per essere considerate tali devono poter viaggiare senza ausilio del motore a comubstione interna per almeno 20km. I vantaggi e gli svantaggi sono gli stessi delle vetture full hybrid.

Chiarite quindi le varie tipologie di auto ibride andiamo a vedere come sono costruite. Troviamo ovviamente le batterie, che come per le vetture elettriche costituiscono il serbatoio dell’auto, il generatore che collegato alle batterie le ricarica durante la marcia con motore a combustione, l’inverter che trasforma la corrente continua in quella alternata necessaria a far girare le ruote, il cambio Continuous Variable Transmission o CVT che permette di gestire il continuo switch tra alimentazione a batteria e a motore termico e in alcune ibride la frizione utile per quando si vuole usare il solo motore termico

Un futuro già scritto

Toyota da qualche anno ha abbanato la produzione di auto diesel per concentrarsi sulle solo auto benzina e ibride, Volkswagen ha da poco annunciato un piano quinquennale con 30 miliardi di euro, si proprio 30 miliardi euro più di una manobra finanziaria, di investimento per lo sviluppo di una piattaforma full eletric, l’ammodernamento o la costruzione di 7 fabbriche con l’obbiettivo a regime di produrre 2 milioni di auto all’anno. Tesla continua a essere Tesla, innovativa, all’avanguardia (perfino Porsche e Mercedes hanno dichiarato che il livello di qualità e capacità produttiva di Tesla e la sua riduzione dei costi è per loro irrangiunbile al momento) Tesla è il vero motore propulsivo e innovativo della mobilità elettrica del nostro tempo. Le principali casa automobilistiche mondiali stanno lanciando con cadenza mensile modelli di auto ibride o elettriche, hanno fatto da tempo la loro comparsa anche i veicoli commerciali elettrici. Insomma il futuro è ormai scritto e non si può di certo ignorarlo.

 

Visita la nostra pagina dedicata alla vetture ibride o vetture elettriche (e perchè no GPL e metano)

Accedere al noleggio a lungo termine

Come accedere al noleggio a lungo termine (e quali sono i suoi criteri)

Chi NON può accedere al servizio di noleggio a lungo termine

Alle volte qualcuno può pensare, sbagliando, che per noleggiare a lungo termine sia sufficiente avere “i soldi del canone”. Ma purtroppo, non è tutto così semplice nel mondo del noleggio. Di seguito, elencheremo alcuni dei criteri da rispettare per usufruire di questo servizio.

Non è possibile noleggiare quando:

Segnalazioni in Centrale Rischi come cattivo pagatore

Diciamo subito e senza tanti giri di parole che se sei segnalato in Centrale Rischi come cattivo pagatore (a prescindere dai motivi) la richiesta non viene accettata, neanche se disponi di ingenti capitali.

Non è rilevante capire il motivo o di chi è la colpa della avvenuta segnalazione, se sei segnalato non perdere (e far perdere) tempo. Chiudi questa pagina e vai altrove. Se invece hai il dubbio di esserlo, prima di tutto verifica la tua posizione con la Banca d’Italia: il servizio è gratuito e rapido. Chiedi al tuo commercialista come fare.

Dichiarazione dei redditi o bilancio debole

Per concedere il noleggio a lungo termine valutiamo diversi fattori fra cui la tua solidità e storicità finanziaria ed economica, anche basandoci sulla dichiarazione dei redditi/bilancio. Quindi se hai una dichiarazione dei redditi/bilancio debole o in perdita, hai ottime possibilità di vederti rifiutata la richiesta, in particolare se chiedi una auto costosa. Se ti trovi in questa situazione ovvero hai una dichiarazione dei redditi o un bilancio modesto, fallo presente immediatamente al tuo consulente Italnoleggio in modo da cercare delle soluzioni, se possibile. Altra cosa importante: valutiamo solo i dati concreti, dichiarati e depositati.

Auto troppo costosa rispetto ai propri “numeri”

Come abbiamo scritto sopra, se hai presentato una dichiarazione dei redditi/bilancio debole o in perdita non dipende certo da noi. Per quanto ci riguarda possiamo noleggiare qualsiasi auto, anche di lusso, ma solo se dimostri di possedere i requisiti e le garanzie che riteniamo congrui rispetto al valore dell’auto richiesta.

Quindi dai una occhiata ai tuoi “numeri” e richiedi una auto adeguata, diversamente siamo costretti a rifiutare la richiesta. Magari fatti aiutare dal consulente Italnoleggio nella scelta in base alla tua effettiva capacità di reddito.

Partita IVA appena aperte

Abbiamo la soluzione per te, ma scordati auto di valore superiore a 25.000 euro. Ti chiederemo un deposito a garanzia ma ti aiuteremo a partire. Del resto si chiamano Start-Up anche per questo motivo.

Parlane subito con il tuo consulente Italnoleggio e fatti spiegare come fare per accedere al noleggio anche se hai appena aperto la partita IVA.

Non voglio versare alcun anticipo

Male, ma non malissimo. Se la tua dichiarazione dei redditi/bilancio sono congrui rispetto al costo dell’auto che richiedi non ci sono problemi, se invece se in po’ deboluccio … magari se versi un anticipo del 10% o 20% del valore del veicolo richiesto, forse possiamo aiutarti e farti avere la tua auto bella nuova fiammante.

Infatti versando un anticipo si riduce la rata mensile e si abbassa il rischio per noi (e quindi anche per te).

In sostanza…

Come avrai certamente capito, la possibilità di noleggiare dipende da te: dalla tua storia creditizia, dai tuoi redditi dimostrabili e dalla tua capacità di amministrare bene la tua partita IVA. Noi siamo qui per darti qualsiasi auto e sostenerti nella tua Impresa, tu fai la tua parte.

Ecco un breve riepilogo quindi dei punti principali:

1.     Se sei segnalato come cattivo pagatore NON puoi noleggiare

2.     Se hai una dichiarazione dei redditi/bilancio modesto, è difficile concedere il noleggio ma non impossibile (a patto che richiedi una auto di valore adeguato al tuo modesto reddito e magari ti aiuti versando un anticipo)

3.     Se hai una partita IVA appena aperta puoi noleggiare, ma veicoli di valore massimo pari a 25.000 euro e versando un deposito come garanzia

4.     Se richiedi una vettura costosa, assicurati di poter produrre un reddito adeguato

 

Come sempre il tuo consulente Italnoleggio è a disposizione per chiarirti ogni dubbio: CLICCA QUI

 

nissan-qashqai

Nissan, Qashqai sempre più numero uno

La Urban Crossover più venduta (e noleggiata)

Con oltre 2.3 milione di vetture vendute in tutta Europa dal 2007 ad oggi la Qashqai si è imposta come vettura più venduta del gruppo Nissan.Un successo basato sul proprio posizionamento come urgan crossover, combinando praticità e appeal di una Suv con ingombo, dinamica di guida e costi di gestione di una berlina. Peculiatà che hanno reso questo modello vincente anche nel segmento business e specificatamente nel noleggio a lungo termine dove Qashqai si è imposta da tempo come riferimento del mercato. Qashqai però ha anche saputo rinnovarsi, oltre alla classiva versione disponibile anche in noleggio a lungo termine Nissan Qashqai con motorizzazione diesel da 1.5 di cilindrata e 115cv, grazie al nuovo motore benzina 1.3 disponibile con 140 o 160 cavalli e cambio manuale o 160 cavalli con il cambio automatico a doppia frizione al suo esordio su un modello Nissan di così largo successo. Questa proposta aggiunge ulteriori vantaggi per un cliente busines che cerca un auto comoda, performante, con bassi consumi e ridotti costi di gestione. Se da un lato infatti offre migliori performance in termini di risposta ed erogazione della potenza, dall’altro assicura un maggior confort grazie alla minore rumorosità e consumi ridotti senza contare le basse emissioni di CO2. La Maggior efficienza è il risultato di una completa riprogettazione del motore rispetto alle precedenti unità a benzina Nissan. Ma i vantaggi non sono limitati al solo motore benzina, anche il motore diesel ha infatti subito importanti miglioramenti e innovazioni permettendo di innalzare il limite tra gli intervalli di manutenzione passando dai 20.000 km ai 30.000 km attuali.

Infotainment e ADAS al top

Ma l’innovazione non si è fermata ai soli motori, Nissan ha infatti sviluppato il nuovo sistema NissanConnect: un sistema d’infotainment avanzato, che migliora ulteriormente il rapporto tra guidatore e veicolo. Infatti, offre un’integrazione più intuitiva e rapida dello smartphone con l’auto e la possibilità di sacricare mappe Ota e aggiornamenti software, incluso anche TomTom Premium Traffic per dati precisi e in tempo reale sulla viabilità. Tutti questi migliorameti sono parte dell’Intelligent Mobility di Nissan, la roadmap strategica per il futuro della mobilità. Nissan Intelligent Mobility può essere infatti declinata in 3 pilastri: Intelligent Driving con i sistemi ADAS più avanzati per una guida sempre più sicura e piacevole, Intelligent Power basato su motori più efficenti ed elettrificati e infine Intelligent Integration, costituita da sistemi di connetività e integrazione all’avanguardia. Nell’ambito dell’Intelligent Driving è stato da poco introdotto sulla Qasqhai anche il sistema di assistenza alla guida ProPilot di ultima generazione. Attivo su singola corsia in autostrada e su strade al alto scorrimento, ottimizzato per gestire situazioni di traffico a bassa velocità e di crociera alle alte, integra tre funzioni: l’Intelligent Cruise control, che regola la velocità e mantiene la distanza dal veicolo che precede nella stessa corsia di marcia; il Lane Keep Assist, che agisce sullo sterz per aiutare a mantenere la vettura al centro della corsia e il Traffic Jam Pilot che permette di seguire la vettura che precede alla distanza stabilità e, ove necessario, arrestare la vettura fino a farla ripartire in seguito.

Qashqai ma non solo

Limitare però il successo di Nissan sarebbe sbagliato, seppur la tentazione sia molto forte, la casa Nipponica può infatti vantare numerose vetture e veicoli commerciali in grado di soddisfare le esigenze più disparate, segnaliamo a tal proposito Nissan Micra per chi cerca una city car di ridotte dimensioni, Nissan Leaf per chi cerca la comodità di una city car e il risparmio di una vettura elettrica, Nissan X-Trail per chi cerca il Suv di grandi dimensioni e Nissan NV200 per chi cerca un veicolo commerciale pratico ed economico.

Scopri le nostre offerte di noleggio a lungo termine Nissan

Advance Driver Assistance Systems

ADAS, Advance Driver Assistance Systems

ADAS, Advance Driver Assistance Systems – Sistemi di assistenza alla Guida

Parliamo oggi degli ADAS, acronimo inglese per Sistemi di assistenza alla guida, sono sistemi di assistenza alla guida pensati per aiutare il guidatore nei tragitti di tutti i giorni e aumentare la sicurezza sulle strade.
La maggior parte degli incidenti stradali al giorno d’oggi sono dovuti all’errore umano, i sistemi ADAS sono pensati e sviluppati per automatizzare e migliorare la risposta a tutti quegli eventi che generalmente causerebbero un incidente. E’ dimostrato infatti come i sistemi ADAS riducano in maniera sensibile le morti sulla strada riducendo o in alcuni casi annullando l’errore umano. Questi sistemi di sicurezza sono quindi sviluppati per ridurre collisioni e incidenti grazie a tecnologie che avvisano il guidatore di potenziali problemi o situazioni di pericolo fino ad arrivare a sostituirlo e arrestare il veicolo nel caso in cui il guidatore non risponda in tempi rapidi alla minaccia. Sebbene il termine ADAS richiami alla mente tecnologie molto moderne, il primo ADAS è stato l’ABS (Anti-lock brake system – Sistema anti bloccaggio della frenata) e risale addirittura al 1974 quando fu brevettato e sviluppato dalla Volvo. Nel 2004 l’Unione Europea ha reso obbligatoria l’installazione su tutte le nuove vetture dell’ABS insieme all’EBD (Elettronic Brakeforce Distribution – Sistema di ripartizione della frenata) mentre nel 2014 è stato reso obbligatorio l’ESP (Elettronic Stability Control – Controllo elettronico della stabilità). Nel corso del 2017 l’Unione Europe ha ulteriormente ampliato la platea di ADAS obbligatori sulle nuove auto, nonostante sia anciora da decidere la data di entrata in vigore della legge, aggiungendo alla lista anche l’AEB (Autonomus Emergency Brake – Frenata autoatica d’emergenza) e il LDW (Lane Departure Warning -superamento involontario di carreggiata)

 

ADAS nel dettaglio

Ma vediamo ora il dettaglio dei vari sistemi per meglio orientarci nella giungla sempre più ampia di questi ausili ala guida

 

AAC – Adaptive Cruise Control

Cruise control adattativo, grazie ad un sistema di radar a lungo raggio, telecamere e rilevatori laser l’ACC oltre a mantenere costante la velocità di crocera si occuperà di frenare  e mantenere la distanza di sicurezza impostata con il veicolo che ci precede anche senza intervento del guidatore

FCW – Forward Collision Warning

In maniera simile a quanto fatto dall’ACC il FCW si occupa di avvisare il guidatore tramite segnali acustici e sonori del rapido avvicinamento di un ostacolo sul percorso predisponendo i freni per l’imminente frenata

AEB – Autonomus Emergency Brake

Frenata automatica d’emergenza che in collaborazione con il FCW si occupa di arrestare il veicolo in sicurezza in caso di ostacolo imprevisto sul percorso anche senza intervento del guidatore

LDW – Lane Departure Warning

Grazie all’utilizzo del sensore ottico della vettura il sistema rileva e segnala, tramite avvisi acustici e feedback tattili sul volante, al guidatore i cambi involontari di carreggiata. Con l’ausilo del Lane Keeping Aid il sistema si occupa anche di riportare la vettura in carreggiata applicando coppia supplementare alle ruote e allo sterzo

BLIS – Blind Spot Monitoring

Grazie all’ausilio di sensori a banda ultra larga il sistema aiuta il conducente nei cambi di corsia segnalando eventuali veicoli in rapido avvicinamento dagli angoli cechi e in caso di sistema attivo prevenendo il cambio della corsia in maniera similare a quanto fatto dal Lane Departure Warning

Sistemi di ausili al parcheggio

Il Park Sense o Park Assist si occupano, grazie ad ultrasuoni installati sulla fiancata, di rilevare la presenza di parcheggi adatti alla vettura, di indicare con apposite linee sullo schermo, solitamente del navigatore, la traiettoria da seguire per il parcheggio ottimale fino ad arrivare in alcuni casi e sistemi più evoluti a parcheggiare la vettura in maniera autonoma.

Verso la guida autonoma

Highway Assist o Pilot Assist o Autopilot, questi i 3 nomi che vengono dati al sistema di guida autonoma di livello 2 attivabile solo su percorsi extra urbani e per velocità fino a circa 140 km/h. Combinando l’Assistant Cruise Control, il Lane Departure Warning e di Forward Collision Warning il sistema si occupa di mantenere la distanza dal veicolo che ci precede, frenare in caso di rallentamento dello stesso e rientrare in carreggiata in caso di superamento involontario della stessa. Si tratta però di un sistema di secondo livello in quanto richiede la costante presenza della mani del guidatore sul volante, condizione che se non viene rispettata porta al disinserimento del sistema dopo alcuni secondi e dopo avviso acustico. Per il traffico cittadino è invece disponibile il Queue Assist o Traffic Jam, pensato per velocità nettamente inferiori rispetto a quanto sopra indicato il sistema di occupa di frenare e ripartire nel traffico cittadino. E’ già disponibile, ma non commercializzabile fino a quando le normative non saranno aggiornate, il sistema di guida autonoma di livello 3 che consentirebbe alla vettura di sterza in autonomia, sempre su percorsi extraurbani, e al guidatore di togliere le mani dal volante e perfino di “distrarsi” mentre è alla guida.

Potremmo parlare ancora a lungo dei sistemi di assistenza alla guida in quanto si tratta di sistemi in continua evoluzione e che aumenteranno sempre di più nel corso del tempo. Non abbiamo approfondito, in quanto entrati in uso comune, sistemi quali il Navigatore GPS con informazioni in tempo reale sul traffico, il rilevatore di stanchezza, il rilevatore di segnali stradali, il sistema di ausilio alla partenza in salita, il sistema di visione notturna o quello di monitoraggio della pressione dei pneuamtici. Si tratta di sistemi che ricoprono un ruolo sempre più importante nelle vetture moderne e che aiutano a ridurre in maniera sensibile il numero di sinistri e incidenti.

Jeep-Compass

FCA, Jeep Compass la fa da padrona

Jeep Compass spinge le vendite del Gruppo FCA

I risultati del comparto flotte della FCA nella regione EMEA per l’anno 2018 sono positivi, grazie alla riuscita combinazione tra una gamma di prodotti ampia e diversificata e le politiche mommerciali pensate per imprenditori e professionisti grazie al noleggio a lungo termine. I prodotti lanciati recentemente hanno permesso ad FCA di presiditare tutti i segmenti e di offire un modello adatto per ciascuna esigenza dei clienti. Nei canali di noleggio, le vendite sono risultate in progresso rispetto al 2017 e registrano picchi rilevanti in alcuni periodi dell’anno. Nella gamma, il noleggio a lungo termine Jeep Compass e sugli scudi. Nel canale pure fleet, per esempio, si registra una crescita superiore al 20% a livello europeo rispetto allo scorso anno e il marchio Jeep ha superato il 30%. Di Grande impatto per il brand è stata l’introduzione della Jeep Compass che si è affiancata alla Jeep Renegade, sempre protagonista di primo piano sul mercato e del proprio segmento.

Fiat e Alfa Romeo sena dimenticare Maserati

Sul versante Fiat sono state ottime le performance delle famiglie 500 e Tipo, cresciute di oltre un terzo rispetto al 2017. Parlando di casa Alfa Romeo invece ottimi risultati sono da segnalare per quanto riguarda Alfa Romeo Giulia e Alfa Romeo Stelvio che hanno permesso di raddoppiare le vendite rispetto al 2017 alla casa del biscione. In termini assoluti, sommando proprietà e noleggio a lungo termine, leader è sempre la Fiat Panda, seguita da Fiat 500X, Fiat Tipo, Jeep Compass e Alfa Romeo Stelvio. A livello di mototizzazioni, si conferma ancora forte la preferenza dei clienti per il diesel, soprattutto nei segmenti più alti. Un dato rilevante e che fa riflettere, in un momento in cui la campagna di errata informazione sta condizionando in maniera concreta la preferenza d’acquisto dei clienti. Buone prestazioni infine anche in casa Maserati con Maserati Levanti e Maserati Ghibli in forte ascesa sei segmenti premium per la imprese.

Ma Fiat non è solo auto, è anche veicoli commerciali. Si può dire che la gamma Fiat Professional che comprende al suo interno Fiat Fullback, Fiat Fiorino, Fiat Doblò, Fiat Talento e Fiat Ducato stia letteralmente spopolando nel mondo delle imprese e dei professionisti sia a livello italiano che a livello europeo. Un riuscito mix tra capacità di carico, affidabilità, motorizzazione per tutte le esigenze, alimentazioni che vanno dal benzina al diesel passando per il metano e il GPL garantiscono a Fiat la leadership nel segmento commerciale del mercato Europeo.

Uno sguardo alla connettività

Per i clienti interessati al mondo della connettività, FCA propone una gamma completa e affidabile di servizi, ormai diventati parte integrante delle sue vetture. Tutto il nostro mondo è contenuto nel celulare: ora possiamo utilizzarlo anche alla guida in totale tranquillità, senza mai staccare le mani dal voloante e senza togliere lo sguardo dalla strada grazie al Mopar Connect, il nuovo set di servizi dedicati alla sicurezza e al controllo remoto del veicolo. Qeusto pacchetto si integra con i servizi già conosciuti di Uconnect Live e aggiunge nuove funzioni, come l’assistenza stradale al conducente anche in caso di incidente e la localizzazione del veicolo oggetto di un furto. Inoltre permette di controllare e gestire alcune funzioni della vettura da remoto e offre soluzioni su misura per la clientera business. Quest’ultima infatti può contare su un pacchetto di fleet management completo per monitorare e gestire con sicurezza ed efficacia il proprio parco auto.

 

Che tu sia un libero professionista, un’azienda, una partita iva potrai trovare nel noleggio a lungo termine Fiat, nel noleggio a lungo termine Jeep e nel noleggio a lungo termine Alfa Romeo la soluzione a tutte le tue esigenze di mobilità e di risparmio.

 

Tratto da Quattroruote AUto Aziendali dicembre 2018